Scenari del lavoro in agricoltura: il ruolo della contrattazione

“I principali risultati delll’analisi delle dinamiche retributive degli operai agricoli che la Fondazione Metes cura dal 2017”

Nella Scuola politico-sindacale della Fondazione Metes si parla di ‘Scenari del lavoro in agricoltura: il ruolo della contrattazione’. Un’occasione per presentare il numero 3-4/2023 della rivista AE curato da Martina Mazzarella, con i principali risultati del lavoro realizzato nell’ambito dell’Osservatorio permanente sulla contrattazione in agricoltura, attività di ricerca dedicata all’analisi delle dinamiche retributive degli operai agricoli che la Fondazione cura dal 2017. Ai saluti della presidente, Tina Balì, è seguita una prima comunicazione curata da Massimiliano D’Alessio e dal prof. Francesco Caracciolo dell’Università degli Studi di Napoli. Dopo aver ricordato le peculiarità che caratterizzano il modello contrattuale degli operai agricoli e florovivaisti, fondato sulla coesistenza tra il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e i Contratti Provinciali di Lavoro (CPL), sono stati presentati alcuni numeri chiave che permettono di sintetizzare il quadro delle retribuzioni dei lavoratori del settore in tutti i 96 ambiti della contrattazione provinciale. I risultati dell’analisi svolta dall’Università di Napoli hanno evidenziato la relazione tra gli andamenti delle retribuzioni e quelli dell’inflazione nel periodo 2008-2023, e permesso di verificare la sussistenza di un legame funzionale tra i valori delle retribuzioni provinciali e le evoluzioni che hanno riguardato il valore aggiunto prodotto dalle agricolture territoriali. Entrambe le analisi hanno confermato l’efficacia nel mondo agricolo della contrattazione a due livelli, che riesce a trasferire a livello locale la crescita salariale. E’ stata la dott.ssa Maria Nucera dell’ISMEA a fornire, mediante uno studio sulle principali variabili economiche (valore aggiunto, prezzi dei prodotti, dei mezzi di produzione, etc.), un quadro degli andamenti del settore. L’analisi ha evidenziato come la volatilità rappresenti ormai un fattore strutturale per l’agricoltura, e anche la necessità di adottare politiche settoriali che abbandonino l’ottica dei sussidi emergenziali. Concetta Cardillo del CREA ha focalizzato l’attenzione sulle evoluzioni strutturali ed economiche che emergono dal VII Censimento Generale dell’Agricoltura dell’ISTAT; la prof.ssa Irene Canfora dell’Università degli studi di Bari ha parlato dello stato di attuazione delle condizionalità sociale in Italia, il nuovo meccanismo che correla i benefici della Politica agricola comune al rispetto da parte degli agricoltori delle norme sul lavoro; il dott. Alessandro Monteleone del CREA ha riflettuto sull’impatto e il contributo delle politiche nazionali e comunitarie all’obiettivo della valorizzazione del lavoro dipendente. Le conclusioni di Davide Fiatti, Segretario nazionale della FLAI, hanno infine permesso di fotografare lo stato di salute della contrattazione di settore e segnato le future sfide su cui la categoria intende misurarsi nel prossimo futuro a partire dalla campagna di rinnovo dei Contratti Provinciali di Lavoro che ha preso avvio in queste settimane. 

Martina Mazzarella

Massimiliano D’Alessio

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